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Molti
si chiedono quando sia possibile vedere un pianeta nel cielo,
seguirne il suo moto tra le stelle; non è difficile saperlo.
Basta acquisire delle semplici cognizioni di meccanica celeste,
e tenersi aggiornati sulle loro posizioni.
Iniziamo
con un concetto importante: tutti i pianeti tranne Venere e
Mercurio sono detti esterni (o superiori) perché la loro orbita
intorno al Sole è esterna a quella della Terra. Viceversa
Venere e Mercurio sono detti interni (o inferiori) perché sono
più vicini al Sole rispetto al nostro pianeta (vedi Figura 1).
Vi chiederete che differenza fa tutto ciò. Fa molta differenza,
perché a causa di tutto ciò i loro moti cambiano moltissimo!
Qui di seguito vediamo perché.
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Fig.
1: Differenza tra un pianeta interno ed uno esterno
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I
pianeti interni (o inferiori)
I
pianeti interni, trovandosi più vicino al Sole
rispetto al noi, osservati da Terra, non si
allontanano mai molto da esso. Di conseguenza essi,
trovandosi sempre nelle sue vicinanze, non saranno
quasi mai visibili in piena notte. Appare evidente che
quanto più l'orbita del pianeta è vicina al Sole,
tanto meno esso si allontanerà dalla nostra stella,
rendendo la sua osservazione più difficoltosa. Ecco
perché è più facile osservare Venere rispetto a
Mercurio. L'orbita di Venere è più distante dal
Sole, e può discostarsi da esso anche di 45 gradi,
restando visibile anche 3 ore dopo il tramonto (o
prima del sorgere) di quest'ultimo. Mercurio al
contrario non supera mai i 28° di distanza.
Quando
questi pianeti raggiungono la massima distanza
apparente dal Sole si dice che si trovano in
elongazione massima. Le massime elongazioni possono
essere di tipo Est, oppure Ovest. Nelle prime il
pianeta si trova ad Est del
Sole, e pertanto tramonta dopo
di esso,
rendendosi visibile la sera.
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Nelle
elongazioni Ovest invece il pianeta sorge prima del Sole,
rendendosi visibile all'alba.Nelle elongazioni Est, il pianeta
si trova in direzione Ovest (cioè dove tramonta il Sole),
mentre nelle elongazioni Ovest il pianeta si trova in direzione
Est (dove sorge la nostra stella). Provate ad immaginare tutta
queste cose nello spazio, e vi sarà più semplice capirla :-)
Di contro
alle elongazioni, vi sono le congiunzioni inferiori e superiori.
Le congiunzioni inferiori avvengono quando il pianeta (Venere o
Mercurio) si trova tra la Terra ed il Sole. Nelle congiunzioni
superiori invece è il Sole a trovarsi tra la Terra ed il
pianeta. In entrambi i casi però i pianeti in considerazione
sono completamente invisibili a noi a causa della vicinanza con
la nostra stella. L'effetto è spiegato meglio nella figura 2.
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Una
peculiarità dei pianeti interni è che a causa della
loro orbita interna a quella, visti da Terra
presentano il fenomeno delle fasi, proprio come quelle
della Luna. In prossimità della congiunzione
inferiore i 2 pianeti hanno l'aspetto della Luna Nuova
(intorno allo 0%), man mano che raggiungono la massima
elongazione Est crescono fino ad arrivare al 50%.
Intorno alla congiunzione superiore raggiungono il
100% (come la Luna Piena) per poi decrescere fino alla
prossima congiunzione inferiore. Nel caso di mercurio
è più difficile notare questa peculiarità (a causa
del suo piccolo diametro e della sua vicinanza col
Sole), mentre su Venere è facile da notare anche con
un piccolo telescopio. Il primo ad osservare le fasi
di questo pianeta fu Galileo Galilei nel 1610.Per
concludere sui pianeti interni, occupiamoci dei loro
transiti sul disco solare. Con un semplice
ragionamento infatti sorge subito una domanda: perché
durante la congiunzione inferiore il pianeta non passa
davanti al Sole? La risposta è da ricercare
nell'inclinazione delle loro orbite rispetto al piano
dell'eclittica (per sapere cos'è l'eclittica vedi il
capitolo 1). Ciò fa si che al momento della
congiunzione inferiore i pianeti passino al di sopra o
al di sotto del disco solare. Nel caso di Venere
questi transiti sono molto rari; avvengono
a coppie di 8 anni, e un |
Fig.
2: Posizione dei pianeti interni al momento delle
congiunzioni e delle massime elongazioni
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passaggio
è distanziato dall'altro da 105-120 anni. L'ultimo si è
verificato nel 1882, i prossimi si verificheranno il 7 giugno
2004 ed il 6 giugno 2012. I transiti di Mercurio invece sono più
comuni (l'ultimo risale al 1999), il prossimo è previsto nel
2006. in passato tali fenomeni erano utilissimi per calcolare la
distanza dal Sole del pianeta.
I
pianeti esterni (o superiori)
Tutto
un'altro discorso dobbiamo fare per i pianeti esterni (Marte,
Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone). Essi infatti
presentano un'orbita attorno al Sole più esterna a quella della
Terra e pertanto possono essere osservati nel cielo con molta
facilità e per periodi lunghi. Osservando la Figura 3 cerchiamo
di capire quando poterli osservare. Durante le opposizioni il
pianeta si trova "alle spalle" della Terra, e
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Opposizioni
e congiunzioni di un pianeta esterno. Le frecce
indicano il suo movimento l'ungo l'orbita
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pertanto
è visibile per tutta la notte (distanza angolare dal
Sole di 180°). Quando invece si trova dietro al Sole
si dice che raggiunge la congiunzione superiore (o più
semplicemente congiunzione col Sole). Siccome che
questi pianeti impiegano molto tempo per completare un
giro attorno al Sole, li fenomeni avvengono più
frequentemente a causa del moto della Terra. Giove per
esempio, impiega 12 anni per compiere un giro di
rivoluzione. Se per ipotesi la Terra fosse ferma, ogni
opposizione avverrebbe ad intervalli di 12 anni;
siccome che invece ogni 365 giorni noi ritorniamo
nello stesso punto dell'orbita, il ritardo con cui
essa si verifica è nell'ordine di 1/12 di anno, vale
a dire che le opposizioni si verificano ogni anno ed
un mese!
Plutone
che dista moltissimo dal Sole, impiega 248 anni per
compiere un giro di rivoluzione. Pertanto il ritardo
tra un'opposizione e l'altra è di 1/248 di anno (un
giorno e mezzo). In pratica l'opposizione di Giove del
novembre 1999, nel 2000 si è verificata a novembre
(un mese di ritardo ogni anno.Il periodo che
intercorre tra un'opposizione e l'altra, si chiama
periodo sinodico.
Marte,
che è il pianeta esterno più vicino alla Terra, è
un caso piuttosto a
sé. Esso infatti compie un giro di rivoluzione in
poco più di 2 anni.
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Partendo
da una opposizione (es. giugno 2001), dopo un anno la Terra
ritornerà al punto di partenza, ma Marte avrà percorso solo
metà della sua orbita, quindi bisognerà attendere un'altro
anno e 2 mesi perché i 2 si allineino (i 2 mesi fa si che
l'opposizione non avvenga sempre nello stesso punto dell'orbita
ma un po' più avanti). Ecco quindi che l'opposizione successiva
avverrà il 28 agosto 2003. Marte è il pianeta con il periodo
sinodico più lungo: ben 780 giorni!
Ovviamente
le opposizioni non sempre sono favorevoli all'osservazione del
dei pianeti superiori; esse infatti variano a seconda di alcuni
importanti fattori.
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Il
primo è la distanza che intercorre tra Terra e
pianeta, che non è sempre uguale. Abbiamo detto in
precedenza che le orbite dei pianeti non sono
circolari, ma leggermente eccentriche (cioè con dei
punti in cui si trova più vicino al Sole e con altri
in cui dista parecchio a causa della sua forma non
perfettamente circolare); per cui se un'opposizione
cade quando i 2 pianeti sono molto ravvicinati essa
sarà abbastanza spettacolare (con il pianeta molto
brillante), e si chiamerà opposizione perielica.
Viceversa quando i 2 pianeti distano più del normale
sarà detta afelica.
L'altro
fattore è dato dall'inclinazione dell'asse terrestre.
Infatti le opposizioni più favorevoli qui
nell'emisfero boreale della Terra, sono quelle che si
verificano in inverno, perché il Sole si trova nella
parte inferiore dell'eclittica (di conseguenza i
pianeti appaiono molto alti rispetto all'orizzonte).
Viceversa le opposizioni estive sono sfavorevoli qui
dall'Italia (vedi Fig. 4). Ovviamente nell'emisfero
australe della Terra è tutto il contrario.
Per
una sfortunata coincidenza, le opposizioni perieliche
di Marte, cadono sempre in estate. La prossima
è prevista per il 28 agosto 2003.
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Fig.
4: Le diverse altezze dei pianeti a seconda del
periodo dell'opposizione (inverno e estate), nel
nostro emisfero.
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