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CORONA BOREALE |
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| Un semicerchio di stelle tra Boote ed Ercole indica la corona d'oro indossata dalla Principessa Arianna di Creta quando andò sposa al dio Dioniso. Si dice che quella corona sia stata fatta da Efesto, il dio del fuoco, e fosse incastonata di pietre preziose provenienti dall'India. Arianna, la figlia del Re Minosse di Creta, famosa nella mitologia per aver aiutato Teseo a uccidere il Minotauro, la raccapricciante creatura con la testa di toro su un corpo umano, era sorellastra del Minotauro, poiché sua madre Pasifae aveva procreato la creatura dopo essersi accoppiata con un toro di proprietà di Minosse. Per tenere nascosta quella vergogna di famiglia, Minosse imprigionò il Minotauro in un labirinto progettato dall'insuperabile artista Dedalo. Il labirinto era così complesso che né il Minotauro né chiunque altro vi si fosse avventurato avrebbero mai potuto uscirne. Un giorno l'eroe Teseo, figlio del Re Egeo di Atene, venne a Creta. Teseo era un uomo bello e forte; aveva molte delle qualità di Eracle ed era un lottatore imbattibile. Arianna s'innamorò di lui a prima vista. Quando Teseo si offrì di uccidere il Minotauro lei consultò Dedalo, che le diede un gomitolo di filo e consigliò a Teseo di legarne un'estremità alla porta del labirinto e di svolgere la matassa man mano che avanzava all'interno dell'edificio. Dopo aver ucciso il Minotauro a mani nude, Teseo riuscì a ritornare alla luce del sole seguendo la traccia del filo fino alla porta. Salpò via con Arianna, ma non appena ebbero raggiunto l'isola di Naxos lui l'abbandonò. Mentre la donna se ne stava seduta a maledire Teseo per la sua ingratitudine, fu vista da Dioniso. Il cuore del dio s'intenerì alla vista della fanciulla afflitta e la sposò subito. Arianna come prevedeva il suo destino mortale, invecchiò a poco a poco e morì. Dioniso, per ricordare perennemente la loro storia d'amore, trasferì la sua corona tra le stelle. In un'altra versione del mito si narra che la corona apparteneva a Teseo. Quando egli giunse a Creta con sette giovinetti e sette giovinette destinati al pasto del Minotauro, Minosse colpito dalla sfolgorante bellezza di una di loro, Eribea, avrebbe voluto possederla anche a costo di costringerla. Ma Teseo si oppose, dicendogli che avrebbe impedito quello stupro anche con la forza se, come figlio di Poseidone, non gli fosse stato proibito di lottare con un re. Minosse sfidando l'eroe celeste, sfilò dal dito un anello d'oro e lo gettò nel mare invitando Teseo a recuperarlo. Quanto a lui, poteva dimostrare subito che Zeus l'aveva generato: con una preghiera chiese al sovrano dell'Olimpo di manifestarsi con qualche segno, e subito un fulmine scoppiò nel cielo sereno seguito da un tuono. Teseo senza indugiare ne pregare, si tuffò in mare. Immediatamente comparve un branco di delfini che lo condussero nel palazzo sottomarino dove le Nereidi, le cinquanta figlie di Poseidone, gli consegnarono l'anello di Minosse mentre Teti gli regalava una corona ricevuta da Afrodite come dono di nozze, sfavillante di mille pietre preziose. Una versione del mito narra che quella corona gli permise di scorgere la strada nelle tenebre del labirinto e di guadagnarne l'uscita. Per questo motivo la corona sarebbe stata situata nel cielo presso la figura dell'Inginocchiato, che secondo un'interpretazione astromitologica raffigurava lo stesso Teseo. Secondo un terzo mito Dioniso, che aveva ricevuto la corona in dono da Teti, ottenne dal padre Zeus il privilegio di ricondurre la madre Semele fuori dagli inferi dov'era stata gettata per la sua imprudenza. Cercando un accesso al mondo sotterraneo, egli giunse nell'Argolide dove incontrò un uomo di nome Polinno che gli indicò la strada chiedendo in cambio di possederlo; e il dio promise di concedersi al suo ritorno.Giunto alla porta degli inferi, Dioniso depose la corona in un luogo,poi chiamato Stèphanos in ricordo dell'avvenimento, perché non voleva contaminare con i morti il dono di un'immortale; e dopo aver ricondotto la madre dall'oltretomba, la incastonò fra gli astri per perpetuarne la memoria. Quanto a Polinno, nel frattempo era morto. Il dio, per adempiere alla sua promessa, intagliò un bastone a forma di fallo e sulla sua tomba si concesse al simulacro per soddisfarne l'ombra. |