"Storia di una stella" di Giuseppe Guida

 

BREVE PREMESSA” ALLA BREVE LEGGENDA

  Credo che uno dei concetti più importanti per gli esseri umani sia quello di "simbolo". La nostra stessa vita, credo, ruota gravemente attorno a questo concetto. Quando scriviamo su un foglio di carta che la velocità di un corpo è v, in quel momento intendiamo tacitamente che un segno fatto su di un foglio di carta, stia per una proprietà di un corpo. Eppure, sappiamo bene che quel segno sul foglio non è la proprietà in questione. Ne è semplicemente un simbolo. Così, se scrivo un nome su un foglio, non pretendo che quella riga di segni sia proprio la mia collega. Eppure, in qualche modo, quella riga di segni riesce ad evocare nella mente di chi la conosce, una persona che , certo, è molto più di una riga di segni...Forse però c'è di più. Se guardo un oggetto, quello che vedo , non è l'oggetto, ma una costruzione che i miei sensi hanno fatto di quello. Una rappresentazione di quello. Quell'immagine è anch'essa un simbolo, che sta per l'oggetto. Tanto tempo fa, gli uomini amavano di più i simboli. Li amavano tanto che alcuni di questi li posero in cielo, affinché tutti potessero sorridere, piangere, amare, ammirando in quella volta sconfinata le loro stesse passioni, i loro dolori, i loro amori...E' così che Mirach, ad esempio, oltre ad essere un' ammasso di gas di tale declinazione e di tal'altra ascension retta, è anche un puntino luminoso che fa parte di un sogno di nome Andromeda.....

  BREVE STORIA DI  UN SIMBOLO

Tanto e tanto tempo fa, là dove i ricordi degli uomini giungono a fatica, prosperava rigoglioso il regno di Etiopia. Le sue foreste, i suoi animali, il suo mare, rendevano splendido questo regno. Ma ancor di più, il regno splendeva a causa della bellezza di due donne che vi abitavano. Una, era la moglie del re Cefeo e si chiamava Cassiopea. L'altra era la loro figlia che si chiamava Andromeda. La bellezza di queste due donne era tale che la loro fama raggiunse ogni uomo sulla terra e ogni divinità sull' Olimpo. Ma, come spesso accade agli uomini grandi in qualche aspetto, la loro grande bellezza generò un altrettanto grande orgoglio. Generò nelle due donne l'alterigia di chi sa o di chi pensa di aver superato in qualcosa ogni altro uomo. E così finirono per credersi (a torto o a ragione chissà...) più belle di qualsiasi altra donna, più belle di qualsiasi dea. Così, Poseidone, irritato dal loro orgoglio, inviò un mostro marino in forma di Balena, perché distruggesse il regno e divorasse i suoi abitanti. Mentre tutto ciò accadeva, mentre tutto il regno di Etiopia sperimentava il terrore, il re Cefeo consultò l' oracolo scoprendo che l'unico modo di fermare il mostro consisteva nell'offrirgli in sacrificio la figlia Andromeda. E così fece. Legarono Andromeda ad uno scoglio, aspettando che il mostro la divorasse. Ma, a questo punto, la storia ci regala una sorpresa (forse la "solita" osserverà qualcuno). Infatti, Perseo solcava il cielo etiope sul suo cavallo alato Pegaso, proprio quando si stava per consumare l'orrenda tragedia. Ed avendo con se la testa di Medusa appena sconfitta, la mostrò alla balena, che, pietrificata, sprofondò negli abissi. Andromeda e Perseo, quasi inevitabilmente, si innamorarono e si sposarono, regalando al regno di Etiopia un periodo di grande splendore. Infine, affinché gli uomini non perdessero memoria di questo evento, gli dei diedero un posto nella volta celeste a Cefeo, Cassiopea, Andromeda, Perseo, Pegaso e (anche) alla Balena . Sicché oggi, in cielo nei pressi del nord della volta celeste possiamo ammirare le tracce luminose di una leggenda.