LA CARENA (La Nave di Argo)

 

Fino al 1760 la Nave Argo era una costellazione unica, che si estendeva per 75° di arco nel mare astrale, nell'estremo Sud del cielo. Poi, in quell'anno, il francese il francese Nicolas-Louis de Lacaille la divise nel suo catalogo del cielo australe in tre parti: la Carena "Carina", la Poppa "Puppis", e la Vela "Vela". Offerto il doveroso tributo all'astronomia moderna, torniamo all'antica ricostruendo la mitica nave. La nave Argo rappresenta la galera a cinquanta remi in cui Giasone e gli Argonauti salparono per recarsi nella Colchide, nel Mar Nero, alla ricerca del vello d'oro. Giasone affidò la costruzione della nave ad Argo, da cui essa prese il nome. Argo la costruì nel porto di Pagase, seguendo gli ordini della dea Atena, con del legno fatto arrivare dal vicino Monte Pelio. A prora Atena fece inserire una trave di quercia proveniente dall'oracolo di Zeus a Dodona nella Grecia nord occidentale. Questa zona, come la vicina isola di Corfù, era un tempo rinomata per le sue foreste di querce, prima che i costruttori navali le distruggessero completamente. Poiché apparteneva a un oracolo, questa trave poteva parlare e urlava dalla voglia di combattere quando finalmente la nave Argo lasciò il porto. Giasone prese con sé cinquanta fra i più grandi eroi greci, compresi i gemelli Castore e Polluce, il musicista Orfeo e Argo, il costruttore della nave. Persino Eracle interruppe le sue fatiche per unirsi all'equipaggio. Apollonio Rodio, che scrisse la storia epica del viaggio della nave fino alla Colchide e del suo ritorno in Grecia, descrisse Argo come la più bella nave a remi che avesse mai affrontato il mare. Anche fra i marosi più tempestosi le tavole di Argo rimasero ben salde e unite e lei scivolò veloce sulle onde sia che la ciurma remasse sia che fosse sospinta dal vento. Uno dei pericoli più grossi che gli Argonauti affrontarono lungo la loro rotta fu quello delle Cozzanti Rupi, o Simplegadi, poste a guardia dell'entrata del Mar Nero, simili a un paio di porte scorrevoli che schiacciavano le navi fra di loro. Man mano che gli Argonauti avanzavano lungo il Bosforo, sentivano il terrificante cozzo delle Rupi e il fragore dei frangenti. Liberarono allora una colomba e la osservarono mentre volava davanti a loro. Le Rupi si scontrarono, ma la colomba riuscì a passare, rimettendoci solo le piume della coda. Quindi, mentre le Rupi si separavano, gli Argonauti remarono con tutta la loro forza. Una spinta ben assestata della mano divina di Atena aiutò la nave a farcela proprio mentre le Rupi si richiudevano rumorosamente, tranciando di netto la mascotte dalla poppa dell'Argo. L'Argo era diventata la prima nave ad affrontare la sfida delle Rupi e a uscirne vittoriosa. Da allora le Cozzanti Rupi rimasero separate. Giunti sani e salvi nel Mar Nero, Giasone e gli Argonauti si diressero verso la Colchide. Colà rubarono il vello d'oro al Re Eeta e con esso se ne tornarono in Grecia lungo un tragitto alternativo. Dopo il loro ritorno Giasone tirò in secco la Argo a Corinto, dove la dedicò a Poseidone, dio del mare. Quando si parla della nave Argo non si può non menzionare Canopo. Astronomicamente Canopo è la seconda stella del cielo in ordine di grandezza viene usata oggi come punto di riferimento per la navigazione delle sonde spaziali. Tale scelta non poteva essere più appropriata perché mitologicamente parlando, Canopo era il timoniere della flotta del Re Menelao. Al ritorno da Troia la flotta del re greco fu spinta da una tempesta fin sulle rive egizie, dove Canopo morì per il morso di un serpente. Dalle lacrime di Elena, addolorata per la sua morte nacque una piantina, l'elenio. In suo onore i due sovrani costruirono un monumento funebre su un'isola che prese il suo nome e gli consacrarono una stella. Sul luogo della sepoltura sorse poi la città di Canopo, poi chiamata dagli Arabi Abukir, dove sorgeva il Serapeum, il tempio di Serapide, sede dell'osservatorio di Tolomeo. Un'altra tradizione identifica Canopo con il timoniere della Nave Argo: per questo motivo sarebbe stato innalzato come stella nella costellazione dedicata alla mitica nave.